Cosa facciamo

Protezione della Giovane - Associazione di Verona, nasce all'inzio degli anni 80 per rispondere alle problematiche sociali legate all'emergenza abitativa femminile; nello specifico offre un servizio di accoglienza, di ascolto e un appoggio materiale e morale alle donne in difficoltà, lontane o allontanate dal proprio nucleo familiare, o che ne sono prive.

Le principali attività a cui ci dedichiamo, in ottemperanza a quanto previsto dall'articolo n. 5 dello Statuto, possono essere così riassunte:

  • gestione del Centro di Pronta Accoglienza per donne in condizione di emergenza abitativa; 
  • lavoro in rete con le altre associazioni locali (Rete Donna, Rete Talenti...); 
  • promozione e realizzazione di iniziative informative e formative per le proprie ospiti (accompagnamento al lavoro per donne disoccupate, ciclo di incontri a tema ..); 
  • coinvolgimento in iniziative informative e formative per i propri volontari e dipendenti, e promozione delle attività dell'Associazione;
  • realizzazione di progetti per promuovere piani di inclusione sociale, anche grazie al contributo di terzi (Enti locali, Fondazioni, Privati..); 
  • sottoscrizione di nuove intese con enti locali e conferma di quelle già esistenti; 
  • partecipazione ai bandi promossi dal CSV di Verona ; 
  • mantenimento delle convenzioni in corso con enti privati: Banco Alimentare Onlus, Acli...; 
  • consolidamento della collaborazione con Forze dell'Ordine e la Prefettura per contrastare il fenomeno della violenza sulle donne.

Momenti di ordinaria magia

Ogni tanto raccogliamo qualche pensiero relativo a quanto accade in un momento o in un periodo, vissuto nel quotidiano della nostra Casa. Ci piace condividerlo per trasmettere un assaggio di questa nostra realtà.

"Oggi in ufficio soffochiamo dalle scartoffie e sembra non esserci via d'uscita. Oltre ad altre scadenze ci stiamo preparando a redigere la relazione sociale del 2015 tra cifre, tabelle e una marea di documenti. Mi alzo per fare una pausa e andare a sistemare delle scorte che avevo completamente dimenticato. 

Sembrerà sciocco ma é stato un tragitto assolutamente rigenerante: mentre percorro il corridoio passo davanti alla sala dei giochi dove una giovane ospite parla con molta naturalezza con la nuovissima volontaria americana che si sta dedicando al disegno insieme ad una delle nostre bimbe; sorridendo proseguo e sbircio in cucina dove una turista tedesca discute allegramente con due ospiti italiane dall'inglese maccheronico. 

Ancora sghignazzando per lo scambio di battute torno in ufficio e mi risiedo nel tentativo di riprendere da dove avevo cominciato. Ma vengo subito distratta da una mamma con il suo bimbo. Ci avvisa che sta per uscire con una donna e il suo piccolino per fare una passeggiata. Le due donne provengono da paesi diversi come la notte e il giorno e non hanno nemmeno una lingua in comune. Non so come sia finita quella passeggiata e nemmeno quelle allegre discussioni in cucina e nella sala dei giochi... 

Tornando alle scartoffie ho solo pensato che, soprattutto in luoghi come questo dove le persone portano con sé dolori, ansie e preoccupazioni, la voglia di cambiare, conoscere e condividere purtroppo non potrà essere un dato lampante da inserire in una tabella o un grafico... 

É un risultato davvero sorprendente e, se mi é permesso aggiungere, anche un po' magico" 

                                       Piccolo diario di una Civilista 

(Maggio 2016)